Al ristorante Radici, Borgo La Chiaracia, un pranzo a 4 mani che omaggia la tradizione del maiale
Nel cuore dell’Altipiano dell’Alfina, Borgo La Chiaracia Resort & Spa ospita “Del Porco Non Si Butta Niente”, un pranzo degustazione a quattro mani in programma domenica 1° febbraio che prende ispirazione da una delle più radicate consuetudini della cultura gastronomica italiana: l’utilizzo completo del maiale, simbolo di cucina consapevole, sapienza contadina e assenza di sprechi. Il maiale, da sempre simbolo di cucina circolare e di rispetto assoluto della materia prima, diventa protagonista di un percorso gastronomico che valorizza ogni sua parte, dalle più nobili alle più popolari. Un racconto che parla di stagionalità, memoria e sostenibilità, dove il concetto di zero waste non è una tendenza, ma un sapere antico tramandato nei secoli e oggi reinterpretato in chiave contemporanea.
Il pranzo si sviluppa in un percorso degustazione di sette portate, pensato per valorizzare le diverse parti del maiale attraverso preparazioni canoniche e rivisitate, in un dialogo continuo tra tradizione, innovazione e contaminazione culturale. Un’esperienza dedicata a chi ama la cucina autentica, ricca di significato, ma capace di sorprendere. Il menù nasce dalla collaborazione con due realtà produttive d’eccellenza, Alfredo Angeli - Urbevetus e Solobrado®, accomunate da un approccio etico all’allevamento e da una filiera attenta alla qualità e alla sostenibilità.
In cucina gli chef Collazzo-Sato
A firmare l’esperienza è Gabriel Collazzo, chef padrone di casa e responsabile dell’intera offerta gastronomica di Borgo La Chiaracia. La sua cucina affonda le radici nella tradizione della Tuscia e dell’Umbria, riletta con uno sguardo contemporaneo che mette al centro la materia prima, la stagionalità e l’equilibrio del gusto. Una visione culinaria profonda e identitaria, in cui la memoria contadina dialoga con una solida tecnica e una naturale eleganza espressiva.
Gabriel Collazzo, chef di Radici
Accanto a lui, come chef ospite, Takuya Sato, che porta nel progetto la sua visione internazionale e una sensibilità di matrice giapponese, basata su precisione, pulizia e rispetto assoluto del prodotto. Trasferitosi in Italia oltre dieci anni fa, ha costruito il proprio percorso all’interno di importanti realtà dell’alta ristorazione, tra cui Vista Mare a Latina, Bistrot 64 a Roma e il tre stelle Michelin Reale a Castel di Sangro. Oggi, rientrato in Toscana, si dedica a un progetto personale, portando in cucina un approccio misurato ed essenziale.


