Carnevale in Tuscia, dove mangiare tra Ronciglione e Civita Castellana
Tra carri allegorici, maschere, bande e profumo di fritti nell’aria, il Carnevale in Tuscia trova la sua espressione più autentica tra Ronciglione e Civita Castellana, i due centri dove questa tradizione, nel viterbese, è profondamente vissuta e partecipata. In questo periodo dell’anno i paesi si trasformano diventando il cuore pulsante della festa, capaci di richiamare visitatori da tutta la provincia e non solo. Ma il Carnevale, qui, non è solo spettacolo: è anche tavola, convivialità, cucina popolare e memoria collettiva. Per questo abbiamo costruito un piccolo itinerario gastronomico tra Ronciglione e Civita Castellana, pensato per accompagnare la festa con soste di gusto a ridosso di questi due paesi. Quattro indirizzi diversi per stile e proposta, tra grandi classici e soluzioni alternative, ma accomunati da un forte legame con il territorio, capaci di soddisfare gusti e momenti diversi della giornata, dal piatto della tradizione al comfort food più contemporaneo. Un percorso per mangiare e bere bene non solo nel periodo più vivace e colorato dell’anno, ma in tutte le stagioni.
Ronciglione - Riva Felice

Immerso nella cornice naturale delle rive del Lago di Vico, Riva Felice è un ristorante a conduzione familiare dove la cucina tradizionale si intreccia con la ricchezza dei prodotti locali, in particolare quelli legati alla pesca di lago. Dalla pasta fresca fatta in casa ai piatti a base di pesce come il persico e il coregone, passando per proposte di terra e pietanze mediterranee ben eseguite, il menu offre piatti semplici ma curati, pensati per valorizzare sapori autentici e stagionali. Apprezzati anche gli antipasti di lago e le preparazioni di pasta come i tortorelli o i ravioli del lago, tutti facilmente abbinabili a vini consigliati dal personale, attento e cordiale. La vista sull’acqua e l’atmosfera rilassata completano l’esperienza, rendendo Riva Felice una tappa piacevole per un pranzo o una cena.
Caprarola - Vineria Vignola
Foto di Marco Aquilani | Officina Visiva
Alla Vineria Vignola di Caprarola il vino è il vero protagonista, con una carta ampia e ben costruita che spazia tra etichette territoriali, grandi classici italiani e internazionali, bella scelta di Champagne, con chicche meno note provenienti anche dall’estero. La cucina segue una filosofia precisa: pochi piatti, semplici e riconoscibili, costruiti su una tradizione rassicurante e su sapori netti, famigliari, ideali per accompagnare il calice senza sovrastarlo. Salumi, formaggi, piatti caldi e preparazioni di comfort food scandiscono una proposta mirata, che privilegia l’equilibrio e la convivialità più che l’elaborazione tecnica. È un indirizzo da vivere senza fretta, perfetto per una sosta serale o un dopocena allungato, ma anche un bell’aperitivo, dove il vino detta il ritmo e la cucina fa da solida, gustosa spalla.
Nepi - La Corte

Cucina di mare nell’entroterra della Tuscia: a Nepi è possibile, e La Corte ne è la dimostrazione più concreta. Il ristorante di Gabriele Zampaletta porta il pescato vero, di mare e non d’allevamento, in un territorio lontano dalla costa, costruendo una proposta che mette al centro materia prima, stagionalità e rispetto del prodotto. Crudi curatissimi, ostriche selezionate, primi rappresentativi come il tonnarello con gambero rosso e pistacchio o lo scialatiello ai frutti di mare raccontano una cucina fatta di attenzione e passione. Il menu cambia spesso, seguendo il mercato e il pescato disponibile, con una carta pensata per valorizzare ciò che arriva fresco ogni giorno. Accanto al mare, comunque, c’è anche la terra: prodotti locali di Nepi, come la cipolla, i formaggi e le carni del territorio, entrano in piatti semplici e riconoscibili, per accontentare tutti senza perdere identità.
Civita Castellana - Le Ghiottonerie del Moro

Da Le Ghiottonerie del Moro di Civita Castellana la cucina è un equilibrio riuscito tra tradizione territoriale e spirito contemporaneo. L’impostazione è quella di un’osteria moderna, informale ma curata, dove convivono i grandi classici della tradizione romana (carbonara, cacio e pepe, carciofo) e piatti più personali, costruiti attorno alla stagionalità e alla disponibilità quotidiana delle materie prime. Centrale è la cultura del “fatto in casa”: dalla pasta fresca ai fritti pastellati, fino al pane e alle salse per gli hamburger. Il menu è dinamico, arricchito da numerosi fuori carta che spaziano tra carne, selvaggina e pesce, senza rigidità di stile. Nel periodo di Carnevale, il frittellone diventa protagonista assoluto, simbolo identitario di Civita Castellana. Alla guida della cucina c’è Leonardo Morelli, classe 1992, cuoco e proprietario, che ha raccolto l’eredità della storica gastronomia di famiglia trasformandola, con personalità e visione, in una realtà contemporanea capace di dare nuovo lustro alla tavola locale.


