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Coro entra nella selezione della Guida Michelin Italia di febbraio 2026

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Febbraio porta con sé un nuovo aggiornamento della selezione 2026 della Guida Michelin Italia: dieci ristoranti, dal Nord al Sud del Paese, fanno il loro ingresso nella prestigiosa lista francese. Tra questi spicca un nome che per l’Umbria ha un significato speciale: Coro, suggestivo ristorante nel centro storico di Orvieto. Dopo un periodo povero di novità positive per il movimento fine dining regionale (la chiusura dello stellato Acciuga, il ‘declassamento’ di Casa Vissani) l’ingresso di Coro rappresenta un segnale forte: l’alta cucina umbra torna a farsi sentire, viva e dinamica, pronta ad accendere (ulteriori) importanti riflettori a livello internazionale.

“In pieno centro storico, a Orvieto, «Coro» prende dimora tra gli spettacolari spazi della chiesa sconsacrata di San Giuseppe: volte alte, linee essenziali e un progetto d’interior contemporaneo dialogano con l’architettura sacra originaria, creando una cornice di forte impatto visivo, ma sorprendentemente raccolta. In cucina opera Ronald Bukri, che costruisce un percorso personale capace di intrecciare memoria, tecnica e contaminazioni culturali; la proposta si muove tra radici umbre e aperture di respiro cosmopolita, con creazioni che giocano su contrasti netti, fermentazioni, acidità calibrate e presentazioni di taglio moderno. I menu degustazione ruotano con frequenza, per assecondare stagionalità e ricerca, mentre la carta, più sintetica, consente di cogliere i passaggi emblematici della visione dello chef. Grande attenzione è riservata anche alla selezione delle materie prime — spesso provenienti da piccoli produttori locali — e alla cantina, costruita per dialogare con la complessità dei piatti, tra etichette regionali e referenze internazionali”, così recita la scheda redatta dagli ispettori della Michelin.

Con Coro Orvieto diventa meta dei gourmet

In pieno centro storico a Orvieto Coro prende dimora negli spettacolari spazi di una ex chiesa del 1500. L’impatto visivo è immediato: volte altissime, linee pulite, un progetto d’interior contemporaneo che non cancella l’architettura sacra, ma la accompagna e valorizza. Il risultato è una sala di grande suggestione visiva che, tuttavia, riesce a mantenere un’atmosfera raccolta e intima, anche grazie alle luci soffuse. È un luogo che impone rispetto, ma allo stesso tempo invita alla scoperta. E forse è proprio questo equilibrio tra memoria e presente a rispecchiare la cucina che vi si esprime. In cucina opera Ronald Bukri, chef che costruisce un percorso personale e riconoscibile. La sua proposta intreccia radici umbre e contaminazioni cosmopolite, in un dialogo continuo tra territorio e mondo. Non è una cucina accomodante: è pensata, tecnica, stratificata. Cucina supportata dal racconto in sala, dove opera il maitre (e socio del ristorante, assieme proprio a Ronald) Francesco Perali, coadiuvato da uno staff giovane, puntuale e attento al dettaglio.

Per l’Umbria è un ritorno importante. Ora l’attenzione si sposta su ottobre, quando verranno assegnati i riconoscimenti ufficiali: sarà allora che si capirà con quale simbolo verrà premiato Coro.

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