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Il frittellone di Carnevale: la preparazione tipica di Civita Castellana

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A Civita Castellana il Carnevale non è solo una festa ma anche un momento gastronomico identitario. Il protagonista assoluto di questo periodo dell’anno? L’iconico frittellone. Una preparazione tanto semplice quanto sfiziosa, con pochi ingredienti a dare vita a un qualcosa di gustoso adatto a tutti, grandi e piccini.

Il frittellone nasce da una pastella semplicissima e familiare, dalla preparazione domestica che si rinnova ogni anno in questo momento dell’anno. Alla base di tutto ci sono uova, farina e acqua. La “dose storica” prevede un uovo, due cucchiai di farina e un bicchiere d’acqua. Si lavora come un impasto da ciambellone fino a ottenere una consistenza molto lenta e leggera, quasi “che scrive”. La padella deve essere ben calda: si versa la pastella, che deve risultare sottilissima, “fina come la pelle e quasi trasparente”, come recita anche una poesia di un autore locale. Una volta cotto, il frittellone viene arrotolato da caldo, farcito con pecorino romano e servito subito, per gustarlo in tutta la sua fragranza. La sua versatilità è parte del fascino: si mangia così, come antipasto o addirittura come piatto principale, ma può diventare anche una sorta di “pasta” alternativa, usata in casa per cannelloni o lasagnette. Tra le versioni più amate c’è quella in brodo: si spezza il frittellone in due o tre parti, lo si immerge in un brodo caldo di carne o verdure e lo si gusta quando è alla temperatura perfetta.

Il frittellone a Le Ghiottonerie del Moro

La sala de Le Ghiottonerie del Moro

Per Leonardo Morelli, chef de Le Ghiottonerie del Moro (ristorante di Civita Castellana, guidato assieme al fratello Riccardo), questo piatto rappresenta forse l’unica vera tradizione culinaria ancora viva e condivisa da tutta la comunità: “Non abbiamo tanti piatti tipici legati alla tradizione, a parte il pollo al coccio. Il frittellone invece lo fanno tutti, in tutte le case. Durante il Carnevale, al ristorante ne produciamo quantità impressionanti: centinaia di uova al giorno, migliaia di pezzi nel periodo che va da metà gennaio fino al Martedì Grasso”. Una preparazione sì legata al Carnevale, ma che chiaramente per la sua semplicità di preparazione è realizzabile tutto l’anno. C’è chi però, proprio come Leonardo, tiene alla tradizione, proponendo il frittellone solamente in questo periodo di festa così sentita e partecipata in questa parte della Tuscia. Per Leonardo, infatti, imitare il frittellone al periodo di Carnevale è una scelta precisa: serve a mantenerne il valore simbolico e il desiderio. “Se lo fai tutto l’anno, perde quell’effetto ‘wow’. Deve mancarti, deve venire voglia di Carnevale per mangiarlo”. Così il frittellone diventa non solo un piatto, ma un rito stagionale, un legame diretto tra cucina, memoria e identità di Civita Castellana.

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