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La Nicchia: cucina di lago a Passignano sul Trasimeno

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Ci sono luoghi in cui la cucina vive in simbiosi con l’acqua e il Lago Trasimeno è uno di questi. A Passignano (in provincia di Perugia) il pesce di lago racconta una storia antica, fatta di gesti pazienti, stagioni rispettate e sapori essenziali. Qui la tavola diventa un’estensione del paesaggio e della comunità che lo abita: nel mese di luglio il lago è al centro della vita del paese poiché viene celebrato il Palio delle Barche, una rievocazione che unisce storia, identità e acqua, la stessa acqua da cui arrivano le tinche, i lucci e i persici che ancora oggi ispirano una cucina autentica, profondamente legata al territorio. Il ristorante La Nicchia, a due passi dal lungo lago, propone un menù capace di stuzzicare i sensi proprio valorizzando i prodotti ittici del Trasimeno. Il locale è caratterizzato da una sala calda e accogliente, e il commensale viene subito avvolto in un’atmosfera familiare.

Il menu di lago del ristorante La Nicchia

Per iniziare con un tris di sapori si possono assaggiare delle bruschette con caviale di carpa regina, filetto di persico e crema di tinca affumicata. Gli antipasti comprendono anche la fagiolina del Trasimeno (uno dei Presìdi Slow Food umbri, tra i prodotti più identitari della zona) servita con verdure e l’anguilla affumicata su flan di piselli, fonduta di taleggio e salsa di datterino giallo. La carpa affumicata è invece proposta in due consistenze, ovvero bocconcini fritti e un patè vellutato. I primi piatti consistono in tre proposte di pasta fresca. Un chitarrino al persico con burro alle mandorle e lime, dal contrasto delicato e fresco. Gli gnocchetti al caviale del Trasimeno vengono serviti con aglio nero e zucchine. Le trofie alla crema di tinca affumicata, con uvetta al Porto Don Pablo e granella di pistacchio, propongono un contrasto di sapori tra l’affumicatura e la nota di Porto e la dolcezza dell’uvetta.

Come secondo la frittura di lago, croccante ed espressa, viene servita con tre salse di accompagnamento. Per chi invece preferisce sapori più semplici il filetto di persico burro e salvia è la giusta scelta. Per chi non amasse il pesce di lago, materia che tra i clienti raccoglie ancora una generale diffidenza, il ristorante prevede anche un menù totalmente vegetariano o di terra. Il filo conduttore delle varie proposte è l’utilizzo di ingredienti del territorio. Questo è il posto giusto per chi vuole assaporare materie prime locali, ricette che rinnovano la tradizione e un legame profondo con il Trasimeno e la sua storia. Un’esperienza gastronomica che non si limita al gusto, ma diventa dialogo con il paesaggio.

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