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Pitti Taste 2026: a Firenze il “True Food” racconta l'Italia attraverso le sue eccellenze

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Con oltre 810 aziende espositrici, Pitti Taste si è ripetuto nella spettacolare Fortezza da Basso, confermandosi come uno degli osservatori più autorevoli sul panorama enogastronomico italiano contemporaneo. L’edizione di quest’anno, la 19esima, è ruotata attorno al tema “True Food”, un invito a riscoprire il cibo nella sua dimensione più autentica: filiere riconoscibili, materie prime identitarie, lavorazioni artigianali che raccontano territori e saperi che si tramandano. In questo contesto espositivo fortemente selettivo, il Centro Italia emerge come uno dei bacini più interessanti per varietà e profondità culturale delle produzioni, offrendo una lettura del gusto che si muove tra dimensione rurale, reinterpretazioni contemporanee e nuove sensibilità verso valori come la sostenibilità.

Tra i protagonisti di Taste hanno spiccato le produzioni legate all’olivo e alla vite, pilastri storici del Centro Italia. Gli oli extravergini raccontano un mosaico di cultivar, microclimi e pratiche agronomiche che restituiscono profili sensoriali netti e riconoscibili, mentre il mondo del vino si presenta sempre più articolato, con attenzione crescente alle produzioni di collina, alle vinificazioni rispettose della materia prima e a una comunicazione legata al paesaggio. Accanto a questi grandi classici hanno trovato spazio anche varietà riscoperte di legumi, farine e cereali antichi, testimonianza di una riscoperta delle colture tradizionali e di una filiera agricola che guarda al passato per costruire nuove forme di qualità.

Il Centro Italia al Taste

Il Centro Italia si è raccontato a Taste anche attraverso una ricca presenza di salumi e formaggi, espressione di economie rurali ancora vive. Sono prodotti di nicchia, realizzati a partire dalla selezione di razze autoctone, che incarnano pienamente il concetto di “cibo vero”, non standardizzato e non industriale, profondamente legato al territorio.

Non sono mancate le bevande: dalle torrefazioni di caffè ai birrifici artigianali, sino agli spirits e ai distillati ottenuti da materie prime locali. Queste lavorazioni sperimentali testimoniano una scena in fermento, capace di dialogare con il mercato internazionale senza perdere il legame con il territorio. A Taste, come in ogni edizione, è stato possibile vivere profondamente il mondo del food: talk, degustazioni guidate e incontri con i produttori ad arricchire la manifestazione, offrendo chiavi di lettura sul presente e sul futuro dell’enogastronomia italiana. In questo quadro, le eccellenze del Centro Italia emergono non come categoria geografica rigida, ma come insieme di pratiche, saperi e visioni che attraversano il tempo e si rinnovano. Possiamo dire che questa edizione di Pitti Taste restituisce l’immagine di un gusto italiano consapevole e plurale, in cui il concetto di “True Food” trova concretezza nelle storie dei prodotti e delle persone che li realizzano.